VIA
LEOPOLDO NOBILI 22, 41126 Modena
tel.
059-334801
info@sinistraelibertamodena.it



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Si è costituito anche a Modena il “Coordinamento 15 ottobre” in
vista della manifestazione internazionale convocata dagli
indignados spagnoli e raccolta dai movimenti sociali che
avrà la sua espressione italiana nel grande corteo che si
svolgerà a Roma
sabato 15 ottobre (tutte
le info sul percorso le trovate sul sito del Coordinamento
nazionale 15 ottobre: http://15ottobre.wordpress.

Del "Coordinamento modenese 15 ottobre" fanno parte le
seguenti organizzazioni: ARCI,
Circolo de “Il Manifesto”, Sinistra
Ecologia Libertà, Gruppo consiliare “Sinistra per Modena”,
Legambiente, Partito dei Comunisti Italiani, Partito
Rifondazione Comunista. La
FIOM partecipa sulla base dell'ordine del giorno votato dalla
assemblea delle/i delegate/i svoltasi a Cervia il 22 e 23
settembre 2011: http://www.fiom.cgil.it/eventi
Da Modena organizziamo pullman per Roma con una quota minima di partecipazione di € 15. I pullman partiranno da Modena sabato 15 ottobre alleore 6.30 dal piazzale delle Corriere ATCM.
Prenotate il vostro posto in pullman iscrivendovi all’indirizzo mail: 15ottobre.modena@gmail.com entro il 13 ottobre.
Per informazioni, Giuseppe (3338324218).

L’abbiamo detto, l’abbiamo scritto molte volte: c’è un paese migliore, un’Italia che non si riconosce nei colpi di coda di questo regime e neppure nelle esitazioni di un’opposizione parlamentare che balbetta invece di dire, che esita invece di fare. C’è un paese migliore che non rassomiglia alla cartolina slabbrata e malinconica che Berlusconi propone ogni giorno dell’Italia.
Un paese che ha conosciuto i giorni felici di lotta per i referendum, che è sceso in piazza per difendere il diritto di dire dei giornalisti, le ragioni dei lavoratori, l’autonomia dei magistrati, la rabbia legittima dei precari, la dignità e il sapere degli studenti e dei loro insegnanti. Un paese che vuole costruire
adesso un’alternativa di governo e di futuro, che non intende attendere rassegnato il corso delle cose. A quest’Italia vogliamo dare voce e fiato, il coraggio delle parole smarrite, la fermezza dei principi irrinunciabili. Adesso tocca a noi: e mai come adesso questa parola – “noi” – dev’essere l’impegno per una mobilitazione collettiva, vasta, popolare che vada ben oltre gli iscritti e i militanti del nostro partito.La manifestazione che Sinistra Ecologia Libertà convoca
il primo ottobre a Roma, a piazza Navona, non sarà una liturgia ma un’occasione per far sentire la voce di un paese che non si è mai piegato al corso delle cose. Non si tratta solo di archiviare Berlusconi ma di rimettere in campo una filiera di pensieri lunghi, di proposte politiche, di valori alti che aprano una nuova stagione civile e morale per l’Italia. Dalla crisi si esce ricostruendo una pratica della politica che sappia redistribuire risorse, opportunità, diritti e doveri. Per questo vi chiediamo di esserci, di partecipare, di dare il vostro contributo per fare del primo ottobre una data d’inizio, il principio di un nuovo tempo della politica e della nostra vita.Claudio Fava
Il governo di centro-destra, commissariato dalla Bce, sforna una
manovra micidiale, priva di misure di reale solidarietà e di
giustizia sociale, che si accanisce sui soliti noti. Al di là
della retorica, l’unica
responsabilità nazionale che dobbiamo sentire oggi
è di difendere la vita di
milioni di persone e di famiglie.
Spolpare i diritti dei lavoratori (interventi su Tfr e
pensioni), già stremati dai
tagli feroci operati allo
Stato sociale ed agli
Enti Locali, libertà di licenziare, privatizzare i servizi
locali, dismettere il patrimonio pubblico, neanche l’ombra di
politiche industriali
o di politiche attive
per il contrasto del lavoro precario e per favorire la buona
occupazione: contro queste ricette del governo,
è tempo di reagire e di
proporre.
Una premessa: le festività civili (25
aprile, 1 maggio, 2 giugno)
non si toccano.
In un Paese in cui l’evasione fiscale è gigantesca, non è
possibile immaginare che sia un
pensionato che guadagna 500 euro al mese o un
giovane che sta invecchiando senza lavoro a doversi fare carico del
tema del contenimento del debito pubblico.
Gli italiani chiedono che a pagare siano i grandi ricchi, gli
speculatori e gli evasori, e che ad essere tagliate
siano le spese militari e
non i servizi e la sanità.
Come Sinistra Ecologia Libertà, come partiti del centro-sinistra, abbiamo il dovere di organizzare una larga mobilitazione democratica e popolare in connessione con i movimenti (delle donne, per i beni comuni, dei precari), garantendo adeguato sostegno ai soggetti sociali che si stanno già mobilitando come la Cgil con lo sciopero generale del 6 settembre.
Politicamente, l’impegno immediato e unitario del centro-sinistra deve essere
quello di legare le lotte diffuse per il cambiamento della
manovra con il tema dell’apertura del Cantiere dell’Alternativa.
Se non ora, quando?
A livello
internazionale, ci vuole l’immediata introduzione di
una
Tassa sulle Transazioni
Finanziarie. Francia e Germania si sono dette disponibili.
Meglio tardi che mai, ma quanti anni si sono persi. Ancora: è da
limitare l’autonomia
delle banche centrali, indipendenti dal potere politico ma
sottoposte ai mercati.
Tagli alla spesa pubblica:
stop alle grandi opere inutili; stop ai
finanziamenti alle scuole
private; revisione delle convenzioni del SSN con i privati;
ritiro dall’Afghanistan, dimezzamento delle spese militari;
niente licenze alle multinazionali del software per i pc del “pubblico”.
Sul fronte dell’evasione, è tempo di ripristinare integralmente
il pacchetto di misure in vigore durante l’ultimo governo Prodi e di
stangare i capitali esportati illegalmente e scudati, altro che
nuovi condoni.

Fai un clic sulle immagini per ascoltare lo spot sul referendum.
Grazie agli oltre 100 tra compagni e amici che hanno partecipato all'inaugurazione della nostra nuova sede ed all'assemblea pubblica tenutasi, alla sera, in Sala "Giacomo Ulivi". Grazie a Claudio Fava per la sua preziosa e stimolante presenza. E grazie ai nostri militanti ed ai nostri simpatizzanti per la generosità ed i doni che hanno contribuito a colorare magnificamente la nostra Casa. Tra convivialità e discussioni, abbiamo vissuto una bella giornata di Buona Politica!


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L'adesione della federazione modenese di Sinistra Ecologia Libertà pubblicata sul sito nazionale de "Il nostro tempo è adesso":
http://ilnostrotempoeadesso.it/component/content/article/35-contenuti/113-sinistra-ecologia-liberta-modena-.html
Il nostro percorso è partito dal sostegno alla mobilitazione di Fiom e Cgil contro il “modello Marchionne” (che attacca la natura stessa del sindacato, i diritti dei lavoratori e la contrattazione collettiva, e pone le basi per uno stravolgimento delle relazioni industriali e sindacali nel comparto privato) e trova nell’iniziativa “Il Lavoro svilito” uno snodo importante di congiunzione tra il livello nazionale, regionale e locale.
Ma questo percorso non vuole fermarsi al lavoro operaio, bensì intende proseguire nella sua riflessione ed azione politica considerando la condizione dei lavoratori e delle lavoratrici che operano nei campi del pubblico impiego (con i contratti bloccati e vessati dalla propaganda denigratoria di Brunetta), della scuola, della cultura, dei saperi (umanistici e scientifici), delle arti, dell’editoria e dello spettacolo, nonché le crescenti nebulose precarie, del lavoro intermittente ed autonomo, della piccola e media impresa, delle partita Iva, del commercio, del sommerso, degli stage non retribuiti, del terziario, delle soggettività femminili e di quelle migranti; insomma, in direzione di quella miriade di nuove forme del lavoro e nuove povertà che saranno oggetto di una nostra specifica iniziativa futura.
Del resto, se i metalmeccanici della Fiat incontrano gli ambientalisti, gli studenti e gli attivisti delle reti sociali, ed insieme discutono dell’esigenza di una riforma radicale del welfare per contrastare le precarietà (che riguardano, in primo luogo, la qualità dell’esistenza delle persone) o dialogano di salario, reddito sociale, redistribuzione delle ricchezze e rimodulazione della leva fiscale per rendite, transazioni finanziarie, patrimoni e profitti; se la riconversione ecologica delle produzioni, la sobrietà nei consumi ed i beni comuni divengono i termini attorno ai quali provare a superare lo storico conflitto tra giustizia socio-economica e giustizia ambientale, tra Lavoro e Ambiente (ovvero i due grandi sfruttati del modello di sviluppo dominante); se si cammina tutti insieme - a partire dalle ondate di indignazione diffusa e partecipazione popolare di questi ultimi mesi - verso lo Sciopero generale proclamato dalla Cgil per il 6 maggio (come il recente appello “Uniti per lo sciopero” propugna) e verso i fondamentali appuntamenti referendari di giugno per l’Acqua Bene Comune e per una seria politica energetica fondata sulle rinnovabili in contrapposizione al Nucleare, qualcosa di importante sta accadendo ed è compito della Sinistra mettersi in ascolto per raccogliere la sostanza politica delle tante e variegate domande che insorgono.
Per impostare questo percorso, occorre porre a fondamento uno sguardo strutturalmente critico sul contesto generale della finanziarizzazione dell’economia - di cui la drammatica crisi in corso è uno dei nefasti prodotti - e sui tassi crescenti di disoccupazione, specie tra le giovani generazioni (le cui percentuali registrano il 29% su base nazionale ed il 24% su scala provinciale) che giustamente si rivoltano per il furto di futuro operato ai loro danni.
Bisogna, in ultima analisi, ricostruire un autonomo punto di vista della Sinistra sul Lavoro, confrontandosi con tutte le soggettività interessate a condividere la battaglia di civiltà per rivendicare la centralità, la dignità e la libertà del Lavoro, in tutte le sue forme. Si deve tornare a ragionare di politica economica ed industriale per indirizzare gli obiettivi verso una produzione sostenibile - favorendo gli investimenti innovativi e lungimiranti che creino buona occupazione e stimolino un’imprenditorialità responsabile e creativa (ad esempio riscoprendo il valore della cooperazione) - e dunque più incline ai bisogni di tutti e tutte ed alla giustizia sociale che all’anarchia del mercato.
OCCORRE APPLICARE LA COSTITUZIONE, NON DEMOLIRLA!
Del resto, il problema non è tanto rappresentato dai ciclici
sproloqui di Berlusconi, quanto dagli attacchi - in termini
di risorse economiche tagliate col machete (8 miliardi in tre
anni per la Scuola) e di un vero e proprio licenziamento di
massa dei lavoratori e delle lavoratrici della Scuola
(19.700 cattedre in meno, su base nazionale, per l’anno
scolastico 2011-2012; in Emilia Romagna, per il prossimo anno,
la Flc Cgil calcola
che ci saranno 881 posti da insegnante in meno e 606 da
personale Ata in meno a fronte di un incremento di 7.235 alunni)
- che i suoi Governi hanno, concretamente e sistematicamente,
mosso a Scuola, Università e Ricerca, pubbliche. Dietro queste
misure si nasconde un Disegno che, anche sul fronte dei Saperi,
come per il Lavoro, mira a stravolgere l’impianto costituzionale
e l’assetto democratico. Contro questo Disegno occorre
mobilitarsi al fianco dei lavoratori della conoscenza, dei
precari, degli studenti e delle loro famiglie, per bloccare le
finte riforme ma, soprattutto, per lanciare una grande
battaglia ideale che contribuisca a realizzare una “Società
della Conoscenza” critica, complessa, consapevole e che assicuri
una reale mobilità sociale.
Sinistra Ecologia Libertà, per la Scuola, propone:
Il ritiro immediato dei tagli (a partire dalla terza tranche
prevista per la riforma delle “superiori”) ed un piano di
investimenti straordinario per una Scuola pubblica di massa,
democratica, partecipata e di qualità (abrogazione della Legge
Gelmini e della proposta di legge Aprea);
L’assunzione dei lavoratori precari della Scuola su tutti i
posti disponibili;
L’innalzamento dell’obbligo scolastico a diciotto anni;
La diminuzione del numero degli alunni per classe;
Una formazione professionale regionale complementare e non
alternativa al sistema d’istruzione;
Un
piano nazionale per l’edilizia scolastica;
Un
sistema di formazione e reclutamento trasparente, che tenga
conto dell’attuale situazione dei precari, che abilitati,
lavorano da anni, inseriti nelle graduatorie provinciali ad
esaurimento.
Sul fronte dell'Università, nonostante lo straordinario
movimento di studenti e ricercatori fiorito in questi ultimi
mesi, non si è riusciti a bloccare il Ddl Gelmini;
un Ddl che avvia l'Università sulla strada dell'aziendalizzazione
e la Ricerca su quella, sempre più strutturale, della
precarizzazione. Il compito attuale è quello di monitorare
costantemente le Commissioni Statuto delle varie Università e
spostare, quindi, la battaglia politica sui decreti attuativi
del Ddl Gelmini. L’obiettivo comune deve essere quello di
ricostruire il nesso tra Cultura, Saperi e Lavoro,
partendo dal basso, dai soggetti sociali che animano queste
dimensioni, per immaginare un’Italia migliore innervata
dall’esigenza di ridurre drasticamente le diseguaglianze sociali
e redistribuire reddito e ricchezze.
Giovedì 3 marzo, ore 21, presso la Sala “Giacomo Ulivi”, in via Ciro Menotti 137, a Modena, si terrà la quarta, ed ultima, iniziativa che il Forum “Legalità, diritti umani e civili, Intercultura” di Sinistra Ecologia Libertà Modena ha programmato per il ciclo di incontri “L’Altra Modena”.
L’iniziativa in oggetto si chiama “Praticare la convivenza – Esperienze e buone pratiche per la convivenza e la società cosmopolita” e vedrà la partecipazione di: Valter Reggiani, della Casa delle Culture di Modena, di Paolo Belluzzi, Direttore Sportivo UISP Modena e di Pasquale Pugliese, della Scuola di Pace di Reggio Emilia e del Movimento Nonviolento.
Il Forum “Legalità, diritti umani e civili, Intercultura” (composto da iscritti e non a SEL, lo ricordiamo) si impegna, a conclusione del ciclo “L’Altra Modena”, nel redarre un documento di proposte concrete da pubblicare sul nostro sito internet e da consegnare all’Amministrazione comunale.
Infatti, la federazione modenese di SEL – attraverso lo strumento del Forum “Legalità, diritti umani e civili, Intercultura” ed a partire dalle cicliche e, spesso, strumentali polemiche sulla “sicurezza” e sull’immigrazione che investono la nostra città – con il ciclo “L’Altra Modena” ha voluto e vuole proporre alla città un percorso di riflessione sulle relazioni tra diritti, legalità, diversità culturale, socialità responsabile e convivenza civile.
Crediamo nell’accoglienza e nell’eguaglianza delle opportunità, nel pluralismo culturale e nel dialogo, nel rispetto di ogni essere umano. Vogliamo, insieme ad altri ed altre, costruire ponti e fondamenta solide per una società coesa e cosmopolita. In un momento delicato come questo, in cui la paura rischia di annebbiare la vista impedendo di cogliere l’umanità di sè e dell’altro, è indispensabile unire le forze e le idee per elaborare proposte che sappiano rispondere efficacemente e concretamente ai bisogni profondi di tutti i cittadini.

Sinistra Ecologia Libertà Modena
La federazione modenese di Sinistra Ecologia Libertà – attraverso lo strumento del Forum “Diritti sociali, Lavoro, Saperi e Libertà” – ha predisposto un percorso di sensibilizzazione sui temi legati al Lavoro. A partire dal sostegno che il nostro partito riconosce per lo sciopero dei metalmeccanici proclamato dalla Fiom ed appoggiato dalla Cgil (con manifestazione regionale a Bologna, per giovedì 27 gennaio, cui parteciperemo) in risposta al piano della Fiat per Mirafiori, avvertiamo la necessità di ricostruire un autonomo punto di vista della Sinistra sul Lavoro, confrontandoci con tutte le soggettività sociali, politiche, associative e sindacali interessate a condividere la battaglia di civiltà per rivendicare la centralità, la dignità e la libertà del Lavoro. Infatti, il modello “Mirafiori” imposto dall’Amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, con il plauso del Governo ed il silenzio-assenso di Confindustria, costituisce il grimaldello decisivo per modificare pesantemente, a favore delle imprese, l’assetto delle relazioni industriali e sindacali, in nome di un’idea disumana della globalizzazione fondata sulla lotta tra poveri, nonché di una concezione della produttività e della competitività non vincolata a criteri di qualità o ad innovazioni strategiche di processo e di prodotto, bensì alla costante compressione di salari e diritti in cambio del mantenimento dell’occupazione. Questo ricatto autoritario travestito da accordo – testato tramite un referendum che ha visto prevalere il Sì (nonostante l’eroico 46% dei lavoratori non abbia voluto sottoscrivere la linea Marchionne, e ciò significa che le fabbriche non si governano senza il consenso e che si evidenzia la necessità di riaprire la trattativa) – prevede la fuoriuscita dalle garanzie del Contratto Nazionale di Lavoro e l’estromissione di chi dissente dall’ambito della rappresentanza sul luogo di lavoro. E’ evidente che si tratta di inaccettabili soprusi.
Per quanto riguarda il nostro territorio, siamo fortemente preoccupati per la possibile estensione del modello “Mirafiori” agli stabilimenti del Gruppo Fiat: Cnh, Maserati e Ferrari. E, infatti, il 25 e 26 gennaio presidieremo con la nostra roulotte – per sensibilizzare ed ascoltare i lavoratori e le lavoratrici – sia la Cnh che la Maserati, primi passi concreti di una campagna che prevediamo di estendere ad altre aziende della provincia.
Ma il nostro percorso non vuole fermarsi al lavoro dipendente ed operaio – la cui rilevanza non è mai venuta meno, nonostante i ciclici annunci sulla sua scomparsa -, bensì vuole proseguire nella sua riflessione ed azione politica verso le crescenti nebulose precarie, del lavoro intermittente ed autonomo, della piccola e media impresa, dei formatori, ricercatori, informatici, creativi e traduttori che operano nel campo della conoscenza, delle arti, dell’editoria e dello spettacolo, delle partita Iva, del commercio, del sommerso, degli stage non retribuiti, del terziario, delle cooperative sociali, delle soggettività migranti, etc; insomma, in direzione di una composizione del mondo del lavoro in costante mutamento e sprovvista delle garanzie minime di welfare. Ad esempio, non si può non riconoscere la strutturalità del nesso tra Saperi (Scuola, Università e Ricerca, in primo luogo), Cultura in tutte le sue infinite declinazioni (ed anche intesa in senso gramsciano, ovvero come coscienza del sapere fare un mestiere e riconoscerne la valenza politica) e Lavoro. Il tutto, ponendo a fondamento uno sguardo fortemente critico sul contesto generale della finanziarizzazione dell’economia – di cui la drammatica crisi in corso è uno dei nefasti prodotti – e sui tassi crescenti di disoccupazione, specie tra le giovani generazioni che giustamente si indignano e si rivoltano per il furto di futuro operato ai loro danni. Avanziamo, infine, delle proposte di merito che vorremmo fossero arricchite e migliorate dai confronti che avremo:
- Si deve tornare a ragionare di politica economica ed industriale per indirizzare gli obiettivi verso una produzione sostenibile e responsabile, più incline ai bisogni di tutti che all’anarchia del mercato. Un pensiero ed una pratica che abbiano come obiettivi minimi una corposa redistribuzione del reddito tra lavoro dipendente e rendite o profitti ed una riforma fiscale ispirata ai criteri costituzionali che abbassi la pressione su lavoratori e pensionati optando per una sistematica lotta all’evasione, e come orizzonti ideali la coesione e la giustizia sociale;
- Come primi rimedi pratici per combattere il cancro delle precarietà, ad esempio, andrebbero previste l’introduzione del reddito minimo garantito (basic income) ed una legge “sul o del” Lavoro che abolisca le oltre 40 tipologie di contratto attualmente possibili e che – partendo dagli articoli della Costituzione che di Lavoro si occupano – preveda il contratto a tempo indeterminato come regola generale e non più di 5-6 deroghe, giacché il part-time, il lavoro a termine o il contratto a progetto potrebbero – se accuratamente circoscritti – tornare utili ad alcune categorie di lavoratori e lavoratrici.
Sinistra Ecologia Libertà – Federazione di Modena
Per cominciare a demolire il "berlusconismo" e
per costruire le fondamenta di un'Italia migliore. La nostra
narrazione, a partire dalla Costituzione.
NO
ad un Berlusconi-bis allargato all'Udc né ad un Governo di
responsabilità nazionale perché affronterebbero le urgenti
questioni sociali con le stesse ricette dell'attuale
centro-destra, che ha massacrato gli Enti Locali (e non solo) con
effetti disastrosi - per i cittadini - sui Bilanci pubblici.
SI ad un Esecutivo di scopo che
riformuli la legge elettorale e ci consenta di andare a
votare in primavera con la possibilità per i cittadini di scegliere
i propri rappresentanti. Liste pulite dovrebbe essere il metodo e il
merito della selezione per tutti i partiti. Di sicuro è il nostro.
SI
alle primarie di coalizione per determinare il candidato
premier dello schieramento di un rinnovato centro-sinistra
d'impianto riformatore e progressista e per proporre un
programma di legislatura a partire dalla partecipazione delle
persone ai processi decisionali, che le elezioni ci siano in
primavera o meno. Occorre rimettere al centro la questione morale
e l'esigenza di una condotta personale irreprensibile,
contrassegnata dalla sobrietà e dal rispetto verso le Istituzioni,
formulare una normativa chiara sul conflitto d'interessi ed
intervenire drasticamente sui costi della politica.
NO
alla privatizzazione della politica operata da Silvio Berlusconi.
La Politica è un bene comune.
NO
all'individualismo proprietario, al neo-capitalismo predatorio e al
totalitarismo liberista del Mercato.
SI
ad una robusta redistribuzione delle risorse e delle ricchezze per
un modello di sviluppo diverso e sostenibile (senza eludere
domande di fondo quali: “cosa si produce, quanto e come si produce,
per chi si produce”?) che punti ad una riduzione radicale delle
diseguaglianze sociali ed alla riconversione ecologica dei processi
produttivi. Gli strumenti potrebbero essere, in primo luogo, una
rigorosa tassazione delle transazioni e delle speculazioni
finanziarie, dei grandi patrimoni, delle rendite, dei profitti e la
lotta intransigente all'evasione fiscale ed all'economia
sommersa, in favore di un maggiore investimento nei comparti
collettivi (Salute, Trasporti, Politiche industriali,
Istruzione, Welfare). Siamo per una ri-significazione
emancipatrice del concetto di Libertà usurpato dalle destre.
NO
al predominio incontrastato delle grandi concentrazioni industriali,
assicurative e bancarie - in massima parte responsabili dell'attuale
crisi - e di organizzazioni transnazionali quali Fmi, Wto e Banca
Mondiale. Urge regolare in maniera trasparente e stringente il
funzionamento dei mercati globalizzati e ridare agli Stati un
potere d'indirizzo sull'economia reale ormai soppiantata dalle
giungle finanziarie. SI ad una
giusta uscita dalla crisi che punisca chi l'ha causata e non si
riversi sui lavoratori, anzi ne aumenti il peso decisionale nei
luoghi della loro professione. Bisogna rafforzare la sicurezza
sociale, la prevenzione degli infortuni e la ricerca di
una necessaria salubrità nei posti di lavoro.
SI
agli investimenti innovativi, di qualità, rispettosi
dell'ecosistema, e al sostegno per le idee e per le azioni conformi
al principio della responsabilità e finalità sociale d'impresa.
NO ad una logica della competitività che mira a comprimere i
costi del lavoro ed a de-strutturare i diritti dei lavoratori, che
vanno difesi ed estesi ai precari, mentre i profitti dei manager
ingrassano. Occorre perseguire la piena e buona occupazione. Il
Lavoro è un bene comune.
NO alla precarietà
- che dai luoghi di lavoro dilaga all'esistenza - come paradigma
del XXI secolo (cominciando ad eliminare e sostituire gli
strumenti che - in Italia - l'hanno resa strutturale, come la Legge
30/2003). SI alla dignità del Lavoro,
stabile e tutelato, dalle fabbriche ai call-center, passando per gli
“operai della Conoscenza”.
NO
alla dismissione della Scuola, dell'Università e della Ricerca
pubbliche. Occorre ricostruire il nesso tra Cultura
(cinema, teatro, arte, musica, editoria di qualità), Saperi e
Lavoro, e puntare - orientandole a beneficio delle collettività
- sulle creatività intelligenti ora disperse.
SI all'utopia concreta dei beni
comuni (a partire dall'acqua).
SI
ad un ripensamento complessivo del sistema di welfare calibrato
sui giovani e sulla loro formazione (reddito di cittadinanza, ad
esempio) e sulle fasce deboli (migranti, anziani, diversamente
abili). NO alle cifre folli
delle spese militari ed alla presenza delle truppe
italiane nei teatri di guerra. Siamo per la pace,
il dialogo, le mediazioni.
SI
all'urbanistica lungimirante e partecipata, alla mobilità
sostenibile, alla raccolta differenziata porta a porta, al
contrasto delle infiltrazioni e delle connivenze imprenditoriali
della criminalità organizzata, al risparmio energetico e alle
energie rinnovabili da contrapporre al nucleare, al recupero ed
alla riqualificazione del patrimonio abitativo, pubblico e privato,
al fine di rendere esigibile - per tutte e tutti - il
fondamentale diritto alla casa. NO
allo scempio dei territori e dell'ambiente, stuprati dal
cemento e dagli appetiti voraci delle eco-mafie.
SI
ad una società differente, inclusiva, conviviale,
interculturale, interconnessa, curiosa, ironica, solidale,
critica. Siamo per una sostanziale valorizzazione della condizione
dei migranti e per l'estensione dei diritti civili in senso
laico (le persone di orientamento non eterosessuale e le tematiche
inerenti la bioetica, ad esempio).
NO
ad una società chiusa, apatica, rancorosa, maschile, fondata
sul mito della paura dell'Altro e sulla prevaricazione -
psicologica o fisica - nei confronti delle donne e del loro
corpo.
NO
“ad una politica che è solo far carriera”. SI
ad un approccio umano, esemplare, costante, impegnato e relazionale
per conseguire, concretamente attraverso le buone pratiche
quotidiane ed amministrative, gli ideali che ci muovono.
L'Assemblea federale del partito di Sinistra Ecologia Libertà di
Modena e provincia - riunita nella serata di mercoledì 17 novembre
presso la sede di via Rua Pioppa - ha eletto, all'unanimità,
Paola Manzini come Coordinatrice
federale.
Paola Manzini succede a
Gianni Ballista,
presentatosi dimissionario dal ruolo di Coordinatore provinciale.
Paola Manzini - dopo
avere ringraziato Gianni Ballista per il fondamentale lavoro svolto
nella fase costituente del partito - ha precisato di "avere
pochissima esperienza politica alle spalle" e dunque "di avere
bisogno degli stimoli di tutte e tutti per riuscire al meglio in un
incarico di responsabilità come questo". Paola Manzini - citando Lev
Tolstoj ("tutti pensano a cambiare il mondo, nessuno pensa a
cambiare se stesso") - ha puntato l'obiettivo "sul calore umano che
deve necessariamente svilupparsi all'interno di una comunità
politica", sul "coraggio e la ricchezza della differenza di ciascuno
e ciascuna da mettere al servizio di un agire politico condiviso",
sulle "capacità di ascolto e di relazione per conseguire,
concretamente, gli ideali che ci muovono". Il concetto-chiave - a
partire dalle parole di Nichi Vendola - consiste nella Bellezza
della Politica come Bene Comune e come strumento per trasformare la
realtà, a partire da quella che ci circonda.
La prima uscita pubblica di Paola
Manzini - nella veste di Coordinatrice federale di Sinistra Ecologia
Libertà di Modena e provincia - è avvenuta nel portare solidarietà
al presidio organizzato da Cgil, Arci e Acli davanti alla Prefettura
per chiedere "Lavoro, Dignità, Rispetto" per i diritti dei e delle
migranti.
Nella
stessa sede dell’Assemblea federale, si è proceduto all'elezione del
nuovo Organismo esecutivo - il Coordinamento federale - composto da
7 persone. Accanto alla nuova Coordinatrice, vi saranno
Andrea Bosi
- ovvero il Tesoriere,
eletto anch'esso all'unanimità -
Giuseppe Morrone, Manuela Corradi,
Gianni Ballista, Enza Cozzolino ed Elisa Sonego.
Il
Coordinamento federale è stato eletto all'unanimità dall'Assemblea
federale. L'elemento da sottolineare al riguardo del nuovo
Coordinamento federale, inerisce la sapiente composizione (per
genere, età, esperienze, competenze, provenienza territoriale e
volti inediti) delle persone che lo andranno a comporre; basti
pensare al dato di avere scelto una Coordinatrice donna e di avere
conseguito un equilibrio uomini-donne (3 uomini e 4 donne) avanzato.
Da non trascurare anche l'elemento concernente il rinnovamento
generazionale - avvenuto volontariamente e spontaneamente,
valorizzando il portato di chi la politica la pratica, a vari
livelli, da diverso tempo - che vede la presenza di tre giovani
sotto i trent'anni (Bosi, Morrone, Sonego, tutt'e tre studenti
universitari) e di una insegnante di 35 anni (Cozzolino) all'interno
del Coordinamento federale.
Sono, infine, stati
delineati i 6 Forum tematici che costituiranno - insieme ai Circoli
che sorgeranno in tutta la provincia - il nucleo portante - ed
aperto alla cittadinanza - della proposta politica di Sinistra
Ecologia Libertà-Federazione di Modena: "Diritti sociali, Lavoro,
Saperi e Libertà"; "Organizzazione, territori, elezioni"; "Ecologia,
beni comuni", "Legalità, diritti umani e civili, Intercultura",
"Tesoreria ed autofinanziamento", "Comunicazione e formazione".
Assemblea federale Sinistra Ecologia Libertà-Modena e provincia


Ci siamo ritrovati. Ho voluto chiudere così il primo
congresso di Sinistra Ecologia Libertà. Ci siamo
ritrovati e non era un fatto scontato, un dato certo a
priori.
Ho vissuto un congresso bellissimo, partecipato, fatto
di racconti appassionati e competenti. L’ho definito uno
dei miei congressi più belli, ed è vero. Aver incontrato
così tanta passione e così tanta voglia di tornare alla
politica da parte di compagni di lungo corso e di
giovani uomini e giovani donne, mi ha riscaldato il
cuore e mi ha dato grande fiducia.
La strada che abbiamo imboccato a Firenze necessita di enorme fiducia reciproca, ce lo siamo ripetuto più volte, perché implica l’abbandono di luoghi antichi e familiari e il coraggio di mettersi continuamente in gioco da un punto di vista politico e culturale. La strada che abbiamo scelto di percorrere presuppone un atto di grande generosità, perché chiede a ciascuno di noi di coinvolgere il proprio portato culturale e di metterlo a disposizione di tutti. E già lo si è visto nei diversi interventi del congresso, già si è percepita questa disponibilità a confrontarsi, a superare gli steccati di confine minuziosamente costruiti durante il Novecento, per sentirsi finalmente una comunità.
E credo sia proprio questo il risultato principale del momento di Firenze: aver esperito il senso della costruzione di una comunità che si era persa e aveva perso. E non aveva perso soltanto un ruolo di rappresentanza del paese, ma, quello che è peggio, aveva perso un codice culturale, un linguaggio, forse anche la capacità stessa di guardare al di là del recinto del proprio meraviglioso giardino. Ed era condannata all’afasia.
Siamo stati un po’ questo. Ci eravamo ridotti a custodi di un museo, talmente gelosi delle nostre idee da contemplarle come statue di un pantheon, bellissime, imponenti, ma immobili e indisponibili, buone solo per le foto di famiglia. Oggi abbiamo la consapevolezza che quelle idee sono punti di domanda sulla vita e sulla morte, su di noi, sull’Italia, sul futuro della nostra società e delle nuove generazioni. Sono strumenti di un progetto importante per il nostro paese, coscienti del fatto che c’è un’Italia migliore.
Grazie a tutte e a tutti.

Manifesto per
Sinistra Ecologia Libertà
Con la giornata di domenica 10 ottobre si è concluso il
percorso congressuale provinciale di Sinistra Ecologia
Libertà Modena in vista del Congresso nazionale che si terrà
a Firenze il 22, 23 e 24 ottobre prossimi e che trasformerà
la forza guidata da Nichi Vendola in partito. I lavori del
Congresso costitutivo provinciale modenese - dopo la
giornata "carpigiana" del sabato che ha visto
l'inaugurazione del circolo "Terre d'Argine", il seminario
molto partecipato su "Lavoro, Diritti: c'è futuro solo nello
sviluppo sostenibile", l'iniziativa "Palestina: una carovana
infinita" e la cena sociale - si sono svolti presso la Sala
“Giacomo Ulivi” di Via Ciro Menotti ed hanno visto la
partecipazione di un centinaio di persone (i numeri contano
130 iscritti in provincia di Modena e oltre 47.000 in tutta
Italia), alla presenza del presidente del Comitato
Scientifico di SEL, Fabio Mussi, di una rappresentanza del
Partito Democratico e di Donato Pivanti, segretario
provinciale Cgil.
Dopo la relazione del portavoce provinciale uscente, Gianni
Ballista, si è assistito ad un ricco dibattito durato oltre
due ore. Le relazioni di Ballista e Mussi hanno puntato sul
profilo locale e nazionale che il partito di SEL dovrà
assumere, ovvero contro il "berlusconismo" ed il
"neo-liberismo" e per un'altra idea di società: baricentro
nella Costituzione, ri-significazione progressista e
responsabile del concetto di libertà usurpato dalle destre,
definizione di un perimetro del centro-sinistra coerente e
riformatore, primarie sui nomi e sui programmi (e su questa
esigenza si è registrata con soddisfazione l'apertura del
Pd), sostegno alle battaglie democratiche e di sinistra
della Fiom (a partire dalla manifestazione del 16, a Roma),
ritiro delle truppe italiane dai teatri di guerra come
l'Afghanistan, contrasto alle precarietà ed all'evasione
fiscale, sostanziale miglioramento e valorizzazione della
condizione dei migranti, spostamento della tassazione dai
redditi dei lavoratori e delle lavoratrici ai profitti, alle
rendite ed ai patrimoni, centralità e dignità del lavoro
(anche autonomo, ma in un quadro chiaro e definito di
responsabilità e finalità sociali), della conoscenza, del
sapere, della cultura, della scuola, dell'università, dei
beni comuni (in primo luogo l'acqua pubblica, "bene privo di
rilevanza economica"), ricerca della piena e buona
occupazione, difesa dell'ambiente e dei territori, critica
radicale del sistema capitalistico finanziarizzato e
proposizione di un nuovo modello di sviluppo fondato sulla
lotta serrata alle diseguaglianze sociali e sulla
riconversione ecologica dei processi produttivi. Per quanto
concerne il Comune di Modena, si è rilanciata la necessità
di valorizzare la verifica programmatica messa in campo con
gli alleati del Partito Democratico, non nascondendo le
divergenze sulle questioni urbanistiche (Ex Amcm, in
primis).
“Riaprire la partita, ri-partendo da una delle poche forze
della politica italiana - come ha sottolineato Mussi - che
si dichiara orgogliosamente di sinistra, ovvero Sinistra
Ecologia Libertà”. A seguire, è stato votato, all’unanimità,
il Manifesto nazionale fondativo di SEL e sono state
recepite una serie di integrazioni al testo stesso prodotte
dai e dalle militanti di SEL (su temi quali la laicità dello
Stato, l’economia verde, la forma-partito, il rischio di
dissesto idrogeologico del territorio italiano, i diritti
civili per le persone di qualsiasi orientamento sessuale, la
questione di genere; anche questi saranno pubblicati sul
nostro sito). Inoltre,
sono stati votati e proclamati gli organismi dirigenti - in
attesa dello Statuto che uscirà dal Congresso nazionale di
Firenze ed in base al quale si determineranno le cariche
esecutive - il Comitato provinciale di SEL (composto da 26
persone) e la Commissione provinciale di garanzia (formata
da 5 persone); infine, sono stati/e
eletti/e i/le 5 delegati/e che parteciperanno al Congresso
nazionale di Firenze e i/le 10 delegati/e che parteciperanno
al Congresso regionale.
SEL MODENA
Giorni ed orari di apertura della Sede provinciale e del Circolo cittadino di Sinistra Ecologia Libertà. Modena, Via Nobili 22: Martedi (dalle ore 9.30 alle ore 12.30); Giovedi (dalle ore 16.30 alle ore 19.30); Sabato (dalle ore 9.30 alle ore 12.30).
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