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 Federazione di Modena


SEL: GIUSEPPE MORRONE ELETTO COORDINATORE FEDERALE DEL PARTITO

L'Assemblea Federale di Sinistra Ecologia Libertà, riunitasi nella serata di giovedì 3 maggio, preso atto delle dimissioni (per motivi personali) della Coordinatrice Federale, Paola Manzini, ha eletto, all'unanimità, come Coordinatore Federale del partito, Giuseppe Morrone.
L'Assemblea Federale ringrazia vivamente Paola Manzini per il ruolo fin qui svolto e augura buon lavoro al nuovo Coordinatore.
Il nuovo Coordinatore Federale potrà contare sul sostegno del riconfermato Coordinamento Federale (Vittorio Molinari, Andrea Bosi, Gianni Ballista, Manuela Corradi, Elisa Sonego, Paola Manzini), dei Circoli territoriali di SEL presenti in provincia e del Circolo di Modena (diretto da Cristian Favarin).
Assemblea Federale SEL



Dichiarazione di Giuseppe Morrone (Coordinatore Federale SEL):

"Affronto questo impegno e questa responsabilità con umiltà e determinazione. In un momento che vede i partiti sempre più sfiduciati dalle persone, credo si possa fare politica con passione, competenza, ascolto e trasparenza. Per affrontare la crisi morale e sociale, che non risparmia i nostri territori, c'è bisogno che la politica indichi soluzioni concrete, rafforzate da un'altra idea di società e da una visione critica e costruttiva, non semplificata o urlata.
Sinistra Ecologia Libertà - nel campo di un centrosinistra rinnovato, coeso e credibile, di governo e non di testimonianza - lavora per superare definitivamente le sterili contrapposizioni tra radicali e riformisti, per coinvolgere i gruppi di cittadini attivi, le intellettualità diffuse, le forze vive che si sentono respinte dalla politica e dalle sue liturgie, per introdurre modalità partecipate ed istanze innovative nella gestione della cosa pubblica".








Peoples of Europe, Rise Up! Da Modena a Roma con indignati e movimenti!

 

Si è costituito anche a Modena il “Coordinamento 15 ottobre” in vista della manifestazione internazionale convocata dagli indignados spagnoli e raccolta dai movimenti sociali che avrà la sua espressione italiana nel grande corteo che si svolgerà a Roma sabato 15 ottobre (tutte le info sul percorso le trovate sul sito del Coordinamento nazionale 15 ottobre: http://15ottobre.wordpress.com/).

 

Del "Coordinamento modenese 15 ottobre" fanno parte le seguenti organizzazioni: ARCI, Circolo de “Il Manifesto”, Sinistra Ecologia Libertà, Gruppo consiliare “Sinistra per Modena”, Legambiente, Partito dei Comunisti Italiani, Partito Rifondazione Comunista. La FIOM partecipa sulla base dell'ordine del giorno votato dalla assemblea delle/i delegate/i svoltasi a Cervia il 22 e 23 settembre 2011: http://www.fiom.cgil.it/eventi/2011/11_09_22-cervia/materiali/11_09_23-odg15ottobre.pdf


Il "Coordinamento modenese 15 ottobre" è impegnato a promuovere la diffusione dei contenuti della piattaforma politica della manifestazione (che trovate nella sezione Blog News del nostro sito) e la partecipazione dei cittadini e delle cittadine alla stessa.

 

Da Modena organizziamo pullman per Roma con una quota minima di partecipazione di € 15. I pullman partiranno da Modena sabato 15 ottobre alleore 6.30 dal piazzale delle Corriere ATCM.

 

Prenotate il vostro posto in pullman iscrivendovi all’indirizzo mail: 15ottobre.modena@gmail.com entro il 13 ottobre.

Per informazioni, Giuseppe (3338324218).


Ora tocca a noi, tutt@ in piazza il 1 ottobre: il tempo dell'alternativa è adesso!

1 ottobre

L’abbiamo detto, l’abbiamo scritto molte volte: c’è un paese migliore, un’Italia che non si riconosce nei colpi di coda di questo regime e neppure nelle esitazioni di un’opposizione parlamentare che balbetta invece di dire, che esita invece di fare. C’è un paese migliore che non rassomiglia alla cartolina slabbrata e malinconica che Berlusconi propone ogni giorno dell’Italia.

Un paese che ha conosciuto i giorni felici di lotta per i referendum, che è sceso in piazza per difendere il diritto di dire dei giornalisti, le ragioni dei lavoratori, l’autonomia dei magistrati, la rabbia legittima dei precari, la dignità e il sapere degli studenti e dei loro insegnanti. Un paese che vuole costruire adesso un’alternativa di governo e di futuro, che non intende attendere rassegnato il corso delle cose. A quest’Italia vogliamo dare voce e fiato, il coraggio delle parole smarrite, la fermezza dei principi irrinunciabili. Adesso tocca a noi: e mai come adesso questa parola – “noi” – dev’essere l’impegno per una mobilitazione collettiva, vasta, popolare che vada ben oltre gli iscritti e i militanti del nostro partito.

La manifestazione che Sinistra Ecologia Libertà convoca il primo ottobre a Roma, a piazza Navona, non sarà una liturgia ma un’occasione per far sentire la voce di un paese che non si è mai piegato al corso delle cose. Non si tratta solo di archiviare Berlusconi ma di rimettere in campo una filiera di pensieri lunghi, di proposte politiche, di valori alti che aprano una nuova stagione civile e morale per l’Italia. Dalla crisi si esce ricostruendo una pratica della politica che sappia redistribuire risorse, opportunità, diritti e doveri. Per questo vi chiediamo di esserci, di partecipare, di dare il vostro contributo per fare del primo ottobre una data d’inizio, il principio di un nuovo tempo della politica e della nostra vita.

Claudio Fava


CONTRO I DISASTRI SOCIALI DEL GOVERNO, SCENDERE IN PIAZZA E COSTRUIRE L’ALTERNATIVA!

Il governo di centro-destra, commissariato dalla Bce, sforna una manovra micidiale, priva di misure di reale solidarietà e di giustizia sociale, che si accanisce sui soliti noti. Al di là della retorica, l’unica responsabilità nazionale che dobbiamo sentire oggi è di difendere la vita di milioni di persone e di famiglie.

Spolpare i diritti dei lavoratori (interventi su Tfr e pensioni), già stremati dai tagli feroci operati allo Stato sociale ed agli Enti Locali, libertà di licenziare, privatizzare i servizi locali, dismettere il patrimonio pubblico, neanche l’ombra di politiche industriali o di politiche attive per il contrasto del lavoro precario e per favorire la buona occupazione: contro queste ricette del governo, è tempo di reagire e di proporre.

Una premessa: le festività civili (25 aprile, 1 maggio, 2 giugno) non si toccano.

In un Paese in cui l’evasione fiscale è gigantesca, non è possibile immaginare che sia un pensionato che guadagna 500 euro al mese o un giovane che sta invecchiando senza lavoro a doversi fare carico del tema del contenimento del debito pubblico.

Gli italiani chiedono che a pagare siano i grandi ricchi, gli speculatori e gli evasori, e che ad essere tagliate siano le spese militari e non i servizi e la sanità.

Come Sinistra Ecologia Libertà, come partiti del centro-sinistra, abbiamo il dovere di organizzare una larga mobilitazione democratica e popolare in connessione con i movimenti (delle donne, per i beni comuni, dei precari), garantendo adeguato sostegno ai soggetti sociali che si stanno già mobilitando come la Cgil con lo sciopero generale del 6 settembre.

Politicamente, l’impegno immediato e unitario del centro-sinistra deve essere quello di legare le lotte diffuse per il cambiamento della manovra con il tema dell’apertura del Cantiere dell’Alternativa. Se non ora, quando?


7 proposte concrete per una manovra giusta e possibile

A livello internazionale, ci vuole l’immediata introduzione di una Tassa sulle Transazioni Finanziarie. Francia e Germania si sono dette disponibili. Meglio tardi che mai, ma quanti anni si sono persi. Ancora: è da limitare l’autonomia delle banche centrali, indipendenti dal potere politico ma sottoposte ai mercati.

  1. Eliminare i propositi di modifiche costituzionali degli articoli 41 e 81: perché la libertà d’iniziativa privata deve conciliarsi con l’utilità sociale e con i controlli dello Stato; perché il cappio del pareggio di bilancio obbligatorio ammazzerebbe le residue capacità dei governi di fare politiche pubbliche.

  2. Abolire l’articolo 8 della manovra che prevede che si possano fare contratti aziendali peggiorativi del contratto nazionale e delle leggi vigenti, aggirando l’articolo 18 e l’intero Statuto dei Lavoratori. Il Sistri (Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti) va mantenuto per non concedere un enorme favore alle ecomafie

  3. Tagli alla spesa pubblica: stop alle grandi opere inutili; stop ai finanziamenti alle scuole private; revisione delle convenzioni del SSN con i privati; ritiro dall’Afghanistan, dimezzamento delle spese militari; niente licenze alle multinazionali del software per i pc del “pubblico”.

  4. Nuove entrate: tassa patrimoniale ordinaria dell’1% su famiglie con ricchezza patrimoniale superiore agli 800 mila euro, per un recupero di 18 miliardi di euro all’anno; il contributo di solidarietà sui redditi superiori ai 90.000 euro è giusto, seppure non faccia nemmeno il solletico agli evasori; insieme ai grandi redditi, occorre tassare i grandi patrimoni.

  5. Sul fronte dell’evasione, è tempo di ripristinare integralmente il pacchetto di misure in vigore durante l’ultimo governo Prodi e di stangare i capitali esportati illegalmente e scudati, altro che nuovi condoni.

  6.  Non è cancellando i piccoli Comuni che si riducono significativamente i costi della politica. Bisogna intervenire sui privilegi dei parlamentari come sugli stipendi e le pensioni dei manager pubblici e privati, sul ginepraio di partecipate e consulenze degli Enti Locali, e infine razionalizzare le Province.

  7. Istituire un reddito minimo garantito per i giovani disoccupati così come ci chiede una risoluzione votata al Parlamento europeo.

 SEL Modena


Fai un clic sulle immagini per ascoltare lo spot sul referendum.


Martedì 3 maggio - Claudio Fava a Modena.

Inaugurazione della nuova sede di Via Nobili e Assemblea pubblica. 

  

Grazie agli oltre 100 tra compagni e amici che hanno partecipato all'inaugurazione della nostra nuova sede ed all'assemblea pubblica tenutasi, alla sera, in Sala "Giacomo Ulivi". Grazie a Claudio Fava per la sua preziosa e stimolante presenza. E grazie ai nostri militanti ed ai nostri simpatizzanti per la generosità ed i doni che hanno contribuito a colorare magnificamente la nostra Casa. Tra convivialità e discussioni, abbiamo vissuto una bella giornata di Buona Politica!

Rosso di Colore, di Paola Manzini

Pareva dovesse riposare
nelle ceneri di un fuoco
di cui svanita è la scintilla,
il calore, il colore, l'intensità e l'odore.
 
Ma la presenza del passato
avvolto e sopito in quel grigio residuo
fa pulsare il tiepido ricordo.
 
Impossibile la rinuncia
forti ideali,
speranze di bene abitano il mondo
 
alimento chiaro, vitale
consapevole
è quel fuoco
 
Incessante è la domanda:
"per Chi, Come, Dove, Quando?"
 
Per noi e tutti quelli che verranno
col nostro fiato e calore
il nostro esserci
con determinazione
per il bisogno di Giustizia e di Amore
 
Qui e nel Mondo
Adesso e Sempre.
 
E quello che sembrava un ideale dormiente
è ridiventato Rosso di colore
intenso e caldo di passione.

 

 25 aprile

La federazione modenese di Sinistra Ecologia Libertà onora la memoria dei partigiani e delle partigiane che lottarono per liberare l'Italia dalla dittatura nazi-fascista e ricostruire un tessuto democratico e progressista attraverso la Costituzione e Resiste contro il "berlusconismo" per immaginare e costruire un Paese Migliore. Viva il 25 aprile! 

25 aprile


Sabato 9 aprile, Giornata di mobilitazione contro le precarietà a Modena:

 L'adesione della federazione modenese di Sinistra Ecologia Libertà pubblicata sul sito nazionale de "Il nostro tempo è adesso":

http://ilnostrotempoeadesso.it/component/content/article/35-contenuti/113-sinistra-ecologia-liberta-modena-.html

 

Il nostro percorso è partito dal sostegno alla mobilitazione di Fiom e Cgil contro il “modello Marchionne” (che attacca la natura stessa del sindacato, i diritti dei lavoratori e la contrattazione collettiva, e pone le basi per uno stravolgimento delle relazioni industriali e sindacali nel comparto privato) e trova nell’iniziativa “Il Lavoro svilito” uno snodo importante di congiunzione tra il livello nazionale, regionale e locale.

Ma questo percorso non vuole fermarsi al lavoro operaio, bensì intende proseguire nella sua riflessione ed azione politica considerando la condizione dei lavoratori e delle lavoratrici che operano nei campi del pubblico impiego (con i contratti bloccati e vessati dalla propaganda denigratoria di Brunetta), della scuola, della cultura, dei saperi (umanistici e scientifici), delle arti, dell’editoria e dello spettacolo, nonché le crescenti nebulose precarie, del lavoro intermittente ed autonomo, della piccola e media impresa, delle partita Iva, del commercio, del sommerso, degli stage non retribuiti, del terziario, delle soggettività femminili e di quelle migranti; insomma, in direzione di quella miriade di nuove forme del lavoro e nuove povertà che saranno oggetto di una nostra specifica iniziativa futura.

Del resto, se i metalmeccanici della Fiat incontrano gli ambientalisti, gli studenti e gli attivisti delle reti sociali, ed insieme discutono dell’esigenza di una riforma radicale del welfare per contrastare le precarietà (che riguardano, in primo luogo, la qualità dell’esistenza delle persone) o dialogano di salario, reddito sociale, redistribuzione delle ricchezze e rimodulazione della leva fiscale per rendite, transazioni finanziarie, patrimoni e profitti; se la riconversione ecologica delle produzioni, la sobrietà nei consumi ed i beni comuni divengono i termini attorno ai quali provare a superare lo storico conflitto tra giustizia socio-economica e giustizia ambientale, tra Lavoro e Ambiente (ovvero i due grandi sfruttati del modello di sviluppo dominante); se si cammina tutti insieme - a partire dalle ondate di indignazione diffusa e partecipazione popolare di questi ultimi mesi - verso lo Sciopero generale proclamato dalla Cgil per il 6 maggio (come il recente appello “Uniti per lo sciopero” propugna) e verso i fondamentali appuntamenti referendari di giugno per l’Acqua Bene Comune e per una seria politica energetica fondata sulle rinnovabili in contrapposizione al Nucleare, qualcosa di importante sta accadendo ed è compito della Sinistra mettersi in ascolto per raccogliere la sostanza politica delle tante e variegate domande che insorgono.

Per impostare questo percorso, occorre porre a fondamento uno sguardo strutturalmente critico sul contesto generale della finanziarizzazione dell’economia - di cui la drammatica crisi in corso è uno dei nefasti prodotti - e sui tassi crescenti di disoccupazione, specie tra le giovani generazioni (le cui percentuali registrano il 29% su base nazionale ed il 24% su scala provinciale) che giustamente si rivoltano per il furto di futuro operato ai loro danni. 

Bisogna, in ultima analisi, ricostruire un autonomo punto di vista della Sinistra sul Lavoro, confrontandosi con tutte le soggettività interessate a condividere la battaglia di civiltà per rivendicare la centralità, la dignità e la libertà del Lavoro, in tutte le sue forme. Si deve tornare a ragionare di politica economica ed industriale per indirizzare gli obiettivi verso una produzione sostenibile - favorendo gli investimenti innovativi e lungimiranti che creino buona occupazione e stimolino un’imprenditorialità responsabile e creativa (ad esempio riscoprendo il valore della cooperazione) - e dunque più incline ai bisogni di tutti e tutte ed alla giustizia sociale che all’anarchia del mercato.


Modena, sabato 12 marzo, ore 15, Piazza Matteotti. A Difesa della Costituzione e della Scuola. L'adesione di SEL.

OCCORRE APPLICARE LA COSTITUZIONE, NON DEMOLIRLA!

Per rispondere alle scellerate nefandezze di Silvio Berlusconi sulla Scuola pubblica, basterebbe citare l’articolo 33 della Costituzione: “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sulla istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato”. Accanto a questo richiamo, bisogna dire, forte e chiaro, che le e gli insegnanti della Scuola pubblica non inculcano, ma educano, istruiscono e formano. Educano a pensare con la propria testa, a relazionarsi con il prossimo, a valorizzare e condividere i propri talenti perché possano andare a beneficio di se stessi e della collettività. Istruiscono coltivando le predisposizioni di ciascuno, senza tralasciare l’alfabetizzazione anche nei settori dove non si eccelle, per contribuire a costruire una testa ben fatta. Formano alla convivenza, alla solidarietà e al senso critico, a dubitare di quello che insegnano, onde mettere in grado lo studente, una volta divenuto cittadino, di dubitare di maghi, pifferai e miliardari.

Del resto, il problema non è tanto rappresentato dai ciclici sproloqui di Berlusconi, quanto dagli attacchi - in termini di risorse economiche tagliate col machete (8 miliardi in tre anni per la Scuola) e di un vero e proprio licenziamento di massa dei lavoratori e delle lavoratrici della Scuola (19.700 cattedre in meno, su base nazionale, per l’anno scolastico 2011-2012; in Emilia Romagna, per il prossimo anno, la Flc Cgil calcola che ci saranno 881 posti da insegnante in meno e 606 da personale Ata in meno a fronte di un incremento di 7.235 alunni) - che i suoi Governi hanno, concretamente e sistematicamente, mosso a Scuola, Università e Ricerca, pubbliche. Dietro queste misure si nasconde un Disegno che, anche sul fronte dei Saperi, come per il Lavoro, mira a stravolgere l’impianto costituzionale e l’assetto democratico. Contro questo Disegno occorre mobilitarsi al fianco dei lavoratori della conoscenza, dei precari, degli studenti e delle loro famiglie, per bloccare le finte riforme ma, soprattutto, per lanciare una grande battaglia ideale che contribuisca a realizzare una “Società della Conoscenza” critica, complessa, consapevole e che assicuri una reale mobilità sociale.

Sinistra Ecologia Libertà, per la Scuola, propone:

Il ritiro immediato dei tagli (a partire dalla terza tranche prevista per la riforma delle “superiori”) ed un piano di investimenti straordinario per una Scuola pubblica di massa, democratica, partecipata e di qualità (abrogazione della Legge Gelmini e della proposta di legge Aprea);

L’assunzione dei lavoratori precari della Scuola su tutti i posti disponibili;

L’innalzamento dell’obbligo scolastico a diciotto anni;

La diminuzione del numero degli alunni per classe;

Una formazione professionale regionale complementare e non alternativa al sistema d’istruzione;

Un piano nazionale per l’edilizia scolastica;

Un sistema di formazione e reclutamento trasparente, che tenga conto dell’attuale situazione dei precari, che abilitati, lavorano da anni, inseriti nelle graduatorie provinciali ad esaurimento.

Sul fronte dell'Università, nonostante lo straordinario movimento di studenti e ricercatori fiorito in questi ultimi mesi, non si è riusciti a bloccare il Ddl Gelmini; un Ddl che avvia l'Università sulla strada dell'aziendalizzazione e la Ricerca su quella, sempre più strutturale, della precarizzazione. Il compito attuale è quello di monitorare costantemente le Commissioni Statuto delle varie Università e spostare, quindi, la battaglia politica sui decreti attuativi del Ddl Gelmini. L’obiettivo comune deve essere quello di ricostruire il nesso tra Cultura, Saperi e Lavoro, partendo dal basso, dai soggetti sociali che animano queste dimensioni, per immaginare un’Italia migliore innervata dall’esigenza di ridurre drasticamente le diseguaglianze sociali e redistribuire reddito e ricchezze.


SEL: “Praticare la convivenza – Esperienze e buone pratiche per la convivenza e la società cosmopolita”

Giovedì 3 marzo, ore 21, presso la Sala “Giacomo Ulivi”, in via Ciro Menotti 137, a Modena, si terrà la quarta, ed ultima, iniziativa che il Forum “Legalità, diritti umani e civili, Intercultura” di Sinistra Ecologia Libertà Modena ha programmato per il ciclo di incontri “L’Altra Modena”.

L’iniziativa in oggetto si chiama “Praticare la convivenza – Esperienze e buone pratiche per la convivenza e la società cosmopolita” e vedrà la partecipazione di: Valter Reggiani, della Casa delle Culture di Modena, di Paolo Belluzzi, Direttore Sportivo UISP Modena e di Pasquale Pugliese, della Scuola di Pace di Reggio Emilia e del Movimento Nonviolento.

Il Forum “Legalità, diritti umani e civili, Intercultura” (composto da iscritti e non a SEL, lo ricordiamo) si impegna, a conclusione del ciclo “L’Altra Modena”, nel redarre un documento di proposte concrete da pubblicare sul nostro sito internet  e da consegnare all’Amministrazione comunale.

Infatti, la federazione modenese di SEL – attraverso lo strumento del Forum “Legalità, diritti umani e civili, Intercultura” ed a partire dalle cicliche e, spesso, strumentali polemiche sulla “sicurezza” e sull’immigrazione che investono la nostra città – con il ciclo “L’Altra Modena” ha voluto e vuole proporre alla città un percorso di riflessione sulle relazioni tra diritti, legalità, diversità culturale, socialità responsabile e convivenza civile.

Crediamo nell’accoglienza e nell’eguaglianza delle opportunità, nel pluralismo culturale e nel dialogo, nel rispetto di ogni essere umano. Vogliamo, insieme ad altri ed altre, costruire ponti e fondamenta solide per una società coesa e cosmopolita. In un momento delicato come questo, in cui la paura rischia di annebbiare la vista impedendo di cogliere l’umanità di sè e dell’altro, è indispensabile unire le forze e le idee per elaborare proposte che sappiano rispondere efficacemente e concretamente ai bisogni profondi di tutti i cittadini.


se non ora
La federazione modenese di Sinistra Ecologia Libertà aderisce alla giornata di mobilitazione nazionale del 13 febbraio, a difesa della dignità delle donne,"Se non ora, quando?". 
A Modena la manifestazione - organizzata dal Comitato promotore che raccoglie diverse realtà associative, sindacali, politiche e sociali, tra le quali SEL, e che terrà la conferenza di stampa di presentazione venerdì 11 - avrà luogo domenica 13 febbraio in piazza Matteotti, dalle ore 15 alle ore 18.

In questo ambito, ogni forza aderente al Comitato promotore può produrre e diffondere materiali (seppure in piazza non ci potranno essere nè banchetti, nè bandiere) attinenti ai temi della manifestazione e la federazione modenese di Sinistra Ecologia Libertà propone il presente volantino.

Sinistra Ecologia Libertà Modena


Ricostruire un autonomo punto di vista della Sinistra sul Lavoro

La federazione modenese di Sinistra Ecologia Libertà – attraverso lo strumento del Forum “Diritti sociali, Lavoro, Saperi e Libertà” – ha predisposto un percorso di sensibilizzazione sui temi legati al Lavoro. A partire dal sostegno che il nostro partito riconosce per lo sciopero dei metalmeccanici proclamato dalla Fiom ed appoggiato dalla Cgil (con manifestazione regionale a Bologna, per giovedì 27 gennaio, cui parteciperemo) in risposta al piano della Fiat per Mirafiori, avvertiamo la necessità di ricostruire un autonomo punto di vista della Sinistra sul Lavoro, confrontandoci con tutte le soggettività sociali, politiche, associative e sindacali interessate a condividere la battaglia di civiltà per rivendicare la centralità, la dignità e la libertà del Lavoro. Infatti, il modello “Mirafiori” imposto dall’Amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, con il plauso del Governo ed il silenzio-assenso di Confindustria, costituisce il grimaldello decisivo per modificare pesantemente, a favore delle imprese, l’assetto delle relazioni industriali e sindacali, in nome di un’idea disumana della globalizzazione fondata sulla lotta tra poveri, nonché di una concezione della produttività e della competitività non vincolata a criteri di qualità o ad innovazioni strategiche di processo e di prodotto, bensì alla costante compressione di salari e diritti in cambio del mantenimento dell’occupazione. Questo ricatto autoritario travestito da accordo – testato tramite un referendum che ha visto prevalere il Sì (nonostante l’eroico 46% dei lavoratori non abbia voluto sottoscrivere la linea Marchionne, e ciò significa che le fabbriche non si governano senza il consenso e che si evidenzia la necessità di riaprire la trattativa) – prevede la fuoriuscita dalle garanzie del Contratto Nazionale di Lavoro e l’estromissione di chi dissente dall’ambito della rappresentanza sul luogo di lavoro. E’ evidente che si tratta di inaccettabili soprusi.

Per quanto riguarda il nostro territorio, siamo fortemente preoccupati per la possibile estensione del modello “Mirafiori” agli stabilimenti del Gruppo Fiat: Cnh, Maserati e Ferrari. E, infatti, il 25 e 26 gennaio presidieremo con la nostra roulotte – per sensibilizzare ed ascoltare i lavoratori e le lavoratrici – sia la Cnh che la Maserati, primi passi concreti di una campagna che prevediamo di estendere ad altre aziende della provincia.

Ma il nostro percorso non vuole fermarsi al lavoro dipendente ed operaio – la cui rilevanza non è mai venuta meno, nonostante i ciclici annunci sulla sua scomparsa -, bensì vuole proseguire nella sua riflessione ed azione politica verso le crescenti nebulose precarie, del lavoro intermittente ed autonomo, della piccola e media impresa, dei formatori, ricercatori, informatici, creativi e traduttori che operano nel campo della conoscenza, delle arti, dell’editoria e dello spettacolo, delle partita Iva, del commercio, del sommerso, degli stage non retribuiti, del terziario, delle cooperative sociali, delle soggettività migranti, etc; insomma, in direzione di una composizione del mondo del lavoro in costante mutamento e sprovvista delle garanzie minime di welfare. Ad esempio, non si può non riconoscere la strutturalità del nesso tra Saperi (Scuola, Università e Ricerca, in primo luogo), Cultura in tutte le sue infinite declinazioni (ed anche intesa in senso gramsciano, ovvero come coscienza del sapere fare un mestiere e riconoscerne la valenza politica) e Lavoro. Il tutto, ponendo a fondamento uno sguardo fortemente critico sul contesto generale della finanziarizzazione dell’economia – di cui la drammatica crisi in corso è uno dei nefasti prodotti – e sui tassi crescenti di disoccupazione, specie tra le giovani generazioni che giustamente si indignano e si rivoltano per il furto di futuro operato ai loro danni. Avanziamo, infine, delle proposte di merito che vorremmo fossero arricchite e migliorate dai confronti che avremo:

- Si deve tornare a ragionare di politica economica ed industriale per indirizzare gli obiettivi verso una produzione sostenibile e responsabile, più incline ai bisogni di tutti che all’anarchia del mercato. Un pensiero ed una pratica che abbiano come obiettivi minimi una corposa redistribuzione del reddito tra lavoro dipendente e rendite o profitti ed una riforma fiscale ispirata ai criteri costituzionali che abbassi la pressione su lavoratori e pensionati optando per una sistematica lotta all’evasione, e come orizzonti ideali la coesione e la giustizia sociale;

- Come primi rimedi pratici per combattere il cancro delle precarietà, ad esempio, andrebbero previste l’introduzione del reddito minimo garantito (basic income) ed una legge “sul o del” Lavoro che abolisca le oltre 40 tipologie di contratto attualmente possibili e che – partendo dagli articoli della Costituzione che di Lavoro si occupano – preveda il contratto a tempo indeterminato come regola generale e non più di 5-6 deroghe, giacché il part-time, il lavoro a termine o il contratto a progetto potrebbero – se accuratamente circoscritti – tornare utili ad alcune categorie di lavoratori e lavoratrici.

Sinistra Ecologia Libertà – Federazione di Modena


Il Governo di centro-destra è sfiduciato nella società che resiste.

Per cominciare a demolire il "berlusconismo" e per costruire le fondamenta di un'Italia migliore. La nostra narrazione, a partire dalla Costituzione.

NO ad un Berlusconi-bis allargato all'Udc né ad un Governo di responsabilità nazionale perché affronterebbero le urgenti questioni sociali con le stesse ricette dell'attuale centro-destra, che ha massacrato gli Enti Locali (e non solo) con effetti disastrosi - per i cittadini - sui Bilanci pubblici. SI ad un Esecutivo di scopo che riformuli la legge elettorale e ci consenta di andare a votare in primavera con la possibilità per i cittadini di scegliere i propri rappresentanti. Liste pulite dovrebbe essere il metodo e il merito della selezione per tutti i partiti. Di sicuro è il nostro.

SI alle primarie di coalizione per determinare il candidato premier dello schieramento di un rinnovato centro-sinistra d'impianto riformatore e progressista e per proporre un programma di legislatura a partire dalla partecipazione delle persone ai processi decisionali, che le elezioni ci siano in primavera o meno. Occorre rimettere al centro la questione morale e l'esigenza di una condotta personale irreprensibile, contrassegnata dalla sobrietà e dal rispetto verso le Istituzioni, formulare una normativa chiara sul conflitto d'interessi ed intervenire drasticamente sui costi della politica. NO alla privatizzazione della politica operata da Silvio Berlusconi. La Politica è un bene comune.

NO all'individualismo proprietario, al neo-capitalismo predatorio e al totalitarismo liberista del Mercato. SI ad una robusta redistribuzione delle risorse e delle ricchezze per un modello di sviluppo diverso e sostenibile (senza eludere domande di fondo quali: “cosa si produce, quanto e come si produce, per chi si produce”?) che punti ad una riduzione radicale delle diseguaglianze sociali ed alla riconversione ecologica dei processi produttivi. Gli strumenti potrebbero essere, in primo luogo, una rigorosa tassazione delle transazioni e delle speculazioni finanziarie, dei grandi patrimoni, delle rendite, dei profitti e la lotta intransigente all'evasione fiscale ed all'economia sommersa, in favore di un maggiore investimento nei comparti collettivi (Salute, Trasporti, Politiche industriali, Istruzione, Welfare). Siamo per una ri-significazione emancipatrice del concetto di Libertà usurpato dalle destre.

NO al predominio incontrastato delle grandi concentrazioni industriali, assicurative e bancarie - in massima parte responsabili dell'attuale crisi - e di organizzazioni transnazionali quali Fmi, Wto e Banca Mondiale. Urge regolare in maniera trasparente e stringente il funzionamento dei mercati globalizzati e ridare agli Stati un potere d'indirizzo sull'economia reale ormai soppiantata dalle giungle finanziarie. SI ad una giusta uscita dalla crisi che punisca chi l'ha causata e non si riversi sui lavoratori, anzi ne aumenti il peso decisionale nei luoghi della loro professione. Bisogna rafforzare la sicurezza sociale, la prevenzione degli infortuni e la ricerca di una necessaria salubrità nei posti di lavoro.

SI agli investimenti innovativi, di qualità, rispettosi dell'ecosistema, e al sostegno per le idee e per le azioni conformi al principio della responsabilità e finalità sociale d'impresa. NO ad una logica della competitività che mira a comprimere i costi del lavoro ed a de-strutturare i diritti dei lavoratori, che vanno difesi ed estesi ai precari, mentre i profitti dei manager ingrassano. Occorre perseguire la piena e buona occupazione. Il Lavoro è un bene comune.

NO alla precarietà - che dai luoghi di lavoro dilaga all'esistenza - come paradigma del XXI secolo (cominciando ad eliminare e sostituire gli strumenti che - in Italia - l'hanno resa strutturale, come la Legge 30/2003). SI alla dignità del Lavoro, stabile e tutelato, dalle fabbriche ai call-center, passando per gli “operai della Conoscenza”.

NO alla dismissione della Scuola, dell'Università e della Ricerca pubbliche. Occorre ricostruire il nesso tra Cultura (cinema, teatro, arte, musica, editoria di qualità), Saperi e Lavoro, e puntare - orientandole a beneficio delle collettività - sulle creatività intelligenti ora disperse. SI all'utopia concreta dei beni comuni (a partire dall'acqua).

SI ad un ripensamento complessivo del sistema di welfare calibrato sui giovani e sulla loro formazione (reddito di cittadinanza, ad esempio) e sulle fasce deboli (migranti, anziani, diversamente abili). NO alle cifre folli delle spese militari ed alla presenza delle truppe italiane nei teatri di guerra. Siamo per la pace, il dialogo, le mediazioni.

SI all'urbanistica lungimirante e partecipata, alla mobilità sostenibile, alla raccolta differenziata porta a porta, al contrasto delle infiltrazioni e delle connivenze imprenditoriali della criminalità organizzata, al risparmio energetico e alle energie rinnovabili da contrapporre al nucleare, al recupero ed alla riqualificazione del patrimonio abitativo, pubblico e privato, al fine di rendere esigibile - per tutte e tutti - il fondamentale diritto alla casa. NO allo scempio dei territori e dell'ambiente, stuprati dal cemento e dagli appetiti voraci delle eco-mafie.

SI ad una società differente, inclusiva, conviviale, interculturale, interconnessa, curiosa, ironica, solidale, critica. Siamo per una sostanziale valorizzazione della condizione dei migranti e per l'estensione dei diritti civili in senso laico (le persone di orientamento non eterosessuale e le tematiche inerenti la bioetica, ad esempio). NO ad una società chiusa, apatica, rancorosa, maschile, fondata sul mito della paura dell'Altro e sulla prevaricazione - psicologica o fisica - nei confronti delle donne e del loro corpo.

NO “ad una politica che è solo far carriera”. SI ad un approccio umano, esemplare, costante, impegnato e relazionale  per conseguire, concretamente attraverso le buone pratiche quotidiane ed amministrative, gli ideali che ci muovono.


Paola Manzini eletta Coordinatrice federale

L'Assemblea federale del partito di Sinistra Ecologia Libertà di Modena e provincia - riunita nella serata di mercoledì 17 novembre presso la sede di via Rua Pioppa - ha eletto, all'unanimità, Paola Manzini come Coordinatrice federale. Paola Manzini succede a Gianni Ballista, presentatosi dimissionario dal ruolo di Coordinatore provinciale.

Paola Manzini - dopo avere ringraziato Gianni Ballista per il fondamentale lavoro svolto nella fase costituente del partito - ha precisato di "avere pochissima esperienza politica alle spalle" e dunque "di avere bisogno degli stimoli di tutte e tutti per riuscire al meglio in un incarico di responsabilità come questo". Paola Manzini - citando Lev Tolstoj ("tutti pensano a cambiare il mondo, nessuno pensa a cambiare se stesso") - ha puntato l'obiettivo "sul calore umano che deve necessariamente svilupparsi all'interno di una comunità politica", sul "coraggio e la ricchezza della differenza di ciascuno e ciascuna da mettere al servizio di un agire politico condiviso", sulle "capacità di ascolto e di relazione per conseguire, concretamente, gli ideali che ci muovono". Il concetto-chiave - a partire dalle parole di Nichi Vendola - consiste nella Bellezza della Politica come Bene Comune e come strumento per trasformare la realtà, a partire da quella che ci circonda. La prima uscita pubblica di Paola Manzini - nella veste di Coordinatrice federale di Sinistra Ecologia Libertà di Modena e provincia - è avvenuta nel portare solidarietà al presidio organizzato da Cgil, Arci e Acli davanti alla Prefettura per chiedere "Lavoro, Dignità, Rispetto" per i diritti dei e delle migranti.

Nella stessa sede dell’Assemblea federale, si è proceduto all'elezione del nuovo Organismo esecutivo - il Coordinamento federale - composto da 7 persone. Accanto alla nuova Coordinatrice, vi saranno Andrea Bosi - ovvero il Tesoriere, eletto anch'esso all'unanimità - Giuseppe Morrone, Manuela Corradi, Gianni Ballista, Enza Cozzolino ed Elisa Sonego. Il Coordinamento federale è stato eletto all'unanimità dall'Assemblea federale. L'elemento da sottolineare al riguardo del nuovo Coordinamento federale, inerisce la sapiente composizione (per genere, età, esperienze, competenze, provenienza territoriale e volti inediti) delle persone che lo andranno a comporre; basti pensare al dato di avere scelto una Coordinatrice donna e di avere conseguito un equilibrio uomini-donne (3 uomini e 4 donne) avanzato. Da non trascurare anche l'elemento concernente il rinnovamento generazionale - avvenuto volontariamente e spontaneamente, valorizzando il portato di chi la politica la pratica, a vari livelli, da diverso tempo - che vede la presenza di tre giovani sotto i trent'anni (Bosi, Morrone, Sonego, tutt'e tre studenti universitari) e di una insegnante di 35 anni (Cozzolino) all'interno del Coordinamento federale.

Sono, infine, stati delineati i 6 Forum tematici che costituiranno - insieme ai Circoli che sorgeranno in tutta la provincia - il nucleo portante - ed aperto alla cittadinanza - della proposta politica di Sinistra Ecologia Libertà-Federazione di Modena: "Diritti sociali, Lavoro, Saperi e Libertà"; "Organizzazione, territori, elezioni"; "Ecologia, beni comuni", "Legalità, diritti umani e civili, Intercultura", "Tesoreria ed autofinanziamento", "Comunicazione e formazione".

Assemblea federale Sinistra Ecologia Libertà-Modena e provincia



 

Nichi: Grazie a tutte e a tutti

Ci siamo ritrovati. Ho voluto chiudere così il primo congresso di Sinistra Ecologia Libertà. Ci siamo ritrovati e non era un fatto scontato, un dato certo a priori.
Ho vissuto un congresso bellissimo, partecipato, fatto di racconti appassionati e competenti. L’ho definito uno dei miei congressi più belli, ed è vero. Aver incontrato così tanta passione e così tanta voglia di tornare alla politica da parte di compagni di lungo corso e di giovani uomini e giovani donne, mi ha riscaldato il cuore e mi ha dato grande fiducia.

La strada che abbiamo imboccato a Firenze necessita di enorme fiducia reciproca, ce lo siamo ripetuto più volte, perché implica l’abbandono di luoghi antichi e familiari e il coraggio di mettersi continuamente in gioco da un punto di vista politico e culturale. La strada che abbiamo scelto di percorrere presuppone un atto di grande generosità, perché chiede a ciascuno di noi di coinvolgere il proprio portato culturale e di metterlo a disposizione di tutti. E già lo si è visto nei diversi interventi del congresso, già si è percepita questa disponibilità a confrontarsi, a superare gli steccati di confine minuziosamente costruiti durante il Novecento, per sentirsi finalmente una comunità.

E credo sia proprio questo il risultato principale del momento di Firenze: aver esperito il senso della costruzione di una comunità che si era persa e aveva perso. E non aveva perso soltanto un ruolo di rappresentanza del paese, ma, quello che è peggio, aveva perso un codice culturale, un linguaggio, forse anche la capacità stessa di guardare al di là del recinto del proprio meraviglioso giardino. Ed era condannata all’afasia.

Siamo stati un po’ questo. Ci eravamo ridotti a custodi di un museo, talmente gelosi delle nostre idee da contemplarle come statue di un pantheon, bellissime, imponenti, ma immobili e indisponibili, buone solo per le foto di famiglia. Oggi abbiamo la consapevolezza che quelle idee sono punti di domanda sulla vita e sulla morte, su di noi, sull’Italia, sul futuro della nostra società e delle nuove generazioni. Sono strumenti di un progetto importante per il nostro paese, coscienti del fatto che c’è un’Italia migliore.

Grazie a tutte e a tutti.



sel

Manifesto per Sinistra Ecologia Libertà


SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA': NASCE IL PARTITO DI NICHI VENDOLA A MODENA.

Con la giornata di domenica 10 ottobre si è concluso il percorso congressuale provinciale di Sinistra Ecologia Libertà Modena in vista del Congresso nazionale che si terrà a Firenze il 22, 23 e 24 ottobre prossimi e che trasformerà la forza guidata da Nichi Vendola in partito. I lavori del Congresso costitutivo provinciale modenese - dopo la giornata "carpigiana" del sabato che ha visto l'inaugurazione del circolo "Terre d'Argine", il seminario molto partecipato su "Lavoro, Diritti: c'è futuro solo nello sviluppo sostenibile", l'iniziativa "Palestina: una carovana infinita" e la cena sociale - si sono svolti presso la Sala “Giacomo Ulivi” di Via Ciro Menotti ed hanno visto la partecipazione di un centinaio di persone (i numeri contano 130 iscritti in provincia di Modena e oltre 47.000 in tutta Italia), alla presenza del presidente del Comitato Scientifico di SEL, Fabio Mussi, di una rappresentanza del Partito Democratico e di Donato Pivanti, segretario provinciale Cgil.

Dopo la relazione del portavoce provinciale uscente, Gianni Ballista, si è assistito ad un ricco dibattito durato oltre due ore. Le relazioni di Ballista e Mussi hanno puntato sul profilo locale e nazionale che il partito di SEL dovrà assumere, ovvero contro il "berlusconismo" ed il "neo-liberismo" e per un'altra idea di società: baricentro nella Costituzione, ri-significazione progressista e responsabile del concetto di libertà usurpato dalle destre, definizione di un perimetro del centro-sinistra coerente e riformatore, primarie sui nomi e sui programmi (e su questa esigenza si è registrata con soddisfazione l'apertura del Pd), sostegno alle battaglie democratiche e di sinistra della Fiom (a partire dalla manifestazione del 16, a Roma), ritiro delle truppe italiane dai teatri di guerra come l'Afghanistan, contrasto alle precarietà ed all'evasione fiscale, sostanziale miglioramento e valorizzazione della condizione dei migranti, spostamento della tassazione dai redditi dei lavoratori e delle lavoratrici ai profitti, alle rendite ed ai patrimoni, centralità e dignità del lavoro (anche autonomo, ma in un quadro chiaro e definito di responsabilità e finalità sociali), della conoscenza, del sapere, della cultura, della scuola, dell'università, dei beni comuni (in primo luogo l'acqua pubblica, "bene privo di rilevanza economica"), ricerca della piena e buona occupazione, difesa dell'ambiente e dei territori, critica radicale del sistema capitalistico finanziarizzato e proposizione di un nuovo modello di sviluppo fondato sulla lotta serrata alle diseguaglianze sociali e sulla riconversione ecologica dei processi produttivi. Per quanto concerne il Comune di Modena, si è rilanciata la necessità di valorizzare la verifica programmatica messa in campo con gli alleati del Partito Democratico, non nascondendo le divergenze sulle questioni urbanistiche (Ex Amcm, in primis).

“Riaprire la partita, ri-partendo da una delle poche forze della politica italiana - come ha sottolineato Mussi - che si dichiara orgogliosamente di sinistra, ovvero Sinistra Ecologia Libertà”. A seguire, è stato votato, all’unanimità, il Manifesto nazionale fondativo di SEL e sono state recepite una serie di integrazioni al testo stesso prodotte dai e dalle militanti di SEL (su temi quali la laicità dello Stato, l’economia verde, la forma-partito, il rischio di dissesto idrogeologico del territorio italiano, i diritti civili per le persone di qualsiasi orientamento sessuale, la questione di genere; anche questi saranno pubblicati sul nostro sito). Inoltre,
sono stati votati e proclamati gli organismi dirigenti - in attesa dello Statuto che uscirà dal Congresso nazionale di Firenze ed in base al quale si determineranno le cariche esecutive - il Comitato provinciale di SEL (composto da 26 persone) e la Commissione provinciale di garanzia (formata da 5 persone)
; infine, sono stati/e eletti/e i/le 5 delegati/e che parteciperanno al Congresso nazionale di Firenze e i/le 10 delegati/e che parteciperanno al Congresso regionale.

SEL MODENA


Report della riunione del gruppo di lavoro “Legalità, diritti umani e civili, intercultura”

In una cornice di parziale condivisione dei nuclei di fondo esposti nel documento, quali la necessità di prevenire la criminalità economica e la criminalità organizzata, sulle quali appoggiamo l’idea di istituire un Osservatorio in relazione a questi fenomeni, oltre alla micro-criminalità, o il garantire una convivenza pacifica fra i cittadini, si sono evidenziati tre palesi punti di criticità.

Il primo è  da rintracciarsi nella mancanza di una complessiva visione umana (quel “supplemento d’anima” invocato perfino da 48 senatori del Pd recentemente, in una missiva indirizzata al segretario Bersani, forse potrebbe tornare utile seppure pronunciato in altro contesto) nell’approccio a tematiche che investono le relazioni fra le persone ed il complesso di queste con i luoghi che ne sono coinvolti e che le stimolano, in questo caso Modena ed i suoi spazi.

Il secondo è riscontrabile nell’impostazione primariamente “securitaria” a scapito di quella “legalitaria”; non è in discussione che questa ultima manchi fra le righe del documento, ma che sia subordinata ad altre tipologie di obiettivi, più o meno latamente, “punitive”. Non è un caso che i ruoli della Polizia Municipale (distinta per campi di intervento dalla Polizia di Stato, e rientrante entro la sfera di competenze delle Polizie Locali), pur fondamentali per la tenuta civile dei territori, vengano presentati come gli strumenti principali da sostenere, rinforzandoli e ribadendone la centralità; vi sono dei riferimenti ai metodi partecipativi e di coinvolgimento delle associazioni e del volontariato, ma solamente come risorse di estemporaneo supporto, non come asse di percorso strategico, organizzato e permanente. In definitiva, più che puntare sulla necessità di individuare una serie di responsabilità condivise e diversificate, si tende a derubricare le questioni del vivere associato dal punto di vista, ormai egemone nell’opinione corrente ed ampiamente influenzata dalla vulgata leghista, dell’ordine pubblico.

Il terzo, nell’ambito di un riferimento ampiamente negativo alla recente “ordinanza in materia di sicurezza urbana per contrastare l'abuso di alcol negli spazi e nelle aree pubbliche” (sottratta alla discussione del Consiglio Comunale in virtù della sua “verticale” natura giuridica), è da ricercarsi nella ricezione generale, all’interno del documento in oggetto, del “Potere di emanare Ordinanze da parte dei Sindaci”, strumento legislativo reso possibile dal cosiddetto “pacchetto sicurezza” del Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ed immediatamente fatto proprio dalla Giunta comunale modenese.

I punti emersi come propositivi da parte nostra, non dunque da contrapporre ma da affiancare per potenziarle e renderle più democratiche alle “Linee Guida” elaborate dall’Assessore Marino, sono dunque stati:

  1. Considerare come asse di percorso strategico, organizzato e permanente le potenzialità dell’associazionismo e del volontariato impegnate diffusamente sul territorio.

  2. Necessità di accompagnare alla Polizia Municipale, ed al suo preannunciato potenziamento, persone con competenze di tipo formativo, psicologico, sociologico, antropologico  specifiche, in modo da creare equipe di lavoro itineranti che sviluppino prioritariamente compiti educativi e socializzanti, e non solo di controllo.

  3. Costruire una rete capillare di centri d’ascolto e confronto delle esigenze delle persone che abitano il nostro territorio: giovani, cittadini residenti, cittadini immigrati, donne.

  4. Diffondere e potenziare le occasioni di scambio reciproco fra le differenze culturali, quali le feste e le cene di quartiere, non confinandole ad eventi bensì considerandole come momenti dell’agire relazionale quotidiano.

  5. Intervenire sulla formazione, l’informazione pubblica, la comunicazione sociale, predisponendo una articolata elaborazione concettuale (coinvolgendo in questo compito, ad esempio, le competenze della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Modena, particolarmente impegnata sul tema della mediazione e risoluzione dei conflitti). E’ sorta l’idea di istituire un Osservatorio sul linguaggio adoperato dai mass-media, e richiamato senza sosta nei discorsi del comune sentire, intorno alle tematiche della sicurezza, dell’immigrazione, del degrado, della xenofobia; primo passo verso una campagna civile e culturale, di medio e lungo periodo, che dovremo intraprendere.

  6. Riguardo alla “ordinanza in materia di sicurezza urbana per contrastare l’abuso di alcol negli spazi e nelle aree pubbliche” (pur estranea, almeno direttamente, alla materia in trattazione nel Consiglio Comunale di lunedì 3 maggio), oltre a sottolinearne le diverse contraddizioni interne (incongruenza fra i proclami e le circostanze di applicazione, possibile interpretazione nei termini di una discriminazione di censo), si è rilevato il fatto che, in luogo di una misura dal taglio “proibizionista”, una campagna di sensibilizzazione e prevenzione che puntasse sui rischi dell’abuso di sostanze alcoliche, sulle politiche di riduzione del danno e, soprattutto, sul richiamo ad una socialità consapevole e responsabile specie fra i giovani, sia il cammino, impegnativo quanto indispensabile, da percorrere.

Sinistra Ecologia Libertà Modena/Sinistra per Modena

27 aprile 2010

 

Giorni ed orari di apertura della Sede provinciale e del Circolo cittadino di Sinistra Ecologia Libertà. Modena, Via Nobili 22: Martedi (dalle ore 9.30 alle ore 12.30); Giovedi (dalle ore 16.30 alle ore 19.30); Sabato (dalle ore 9.30 alle ore 12.30).

tesseramento 2012

Circoli di SEL


ELEZIONI AMMINISTRATIVE 6 e 7 MAGGIO 2012 (Castelnuovo e Montale; Novi, Rovereto e Sant'Antonio; Serramazzoni).


L'altra manovra possibile

Pensioni e Previdenza

Elezioni amministrative 15 e 16 maggio 2011

Referendum 12 e 13 giugno 2011

27 febbraio 2011, Roma. "Cambia l'Italia" - Il video integrale dell'intervento di Nichi Vendola


Il nostro ricordo di Angela Benassi


Nucleare - Il problema senza la soluzione.

 

In Evidenza:

Paola Manzini eletta Coordinatrice federale


Documento programmatico ed organizzativo per il partito di Sinistra Ecologia Libertà di Modena e Provincia approvato dall'Assemblea federale

Congresso Fondativo Provinciale: nasce il partito di Nichi Vendola a Modena

Eletti ed elette dal Congresso Fondativo Provinciale

Manifesto per Sinistra Ecologia Libertà

Contenuti e linee di indirizzo per una verifica politico-programmatica di maggioranza nel Comune di Modena proposta da SEL

Esito della verifica politico-programmatica di maggioranza nel Comune di Modena

Resoconto Esiti Congresso Nazionale e prima Assemblea federale SEL

Lettera di dimissioni dal Comitato provinciale SEL (adesso Assemblea federale) di Alessio Pedrazzi e motivazioni del loro respingimento


Web

 Sinistra Ecologia Libertà - Sito nazionale

www.libera.tv


La posizione di SEL Modena sul consigliere Federico Ricci

Diritti e Libertà. Legalità e Sicurezze nelle società complesse - Modena 15 giugno

Quale futuro per l'Area Ex-Amcm

SANITA' MALA

Web

Sinistra Ecologia Libertà - Sito nazionale

Blog su Facebook di SEL

Video